15nov2017

GODOT 2.0

SALA CONFERENZE MANIFATTURA TABACCHI

VIALE REGINA MARGHERITA - CAGLIARI

ORE 21.00

Ingresso € 12.50

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Quando nel 1953, presso il Theatre de Babylone di Parigi, venne proposto per la prima volta lo spettacolo “Aspettando Godot” di Samuel Beckett con la regia di Roger Blin il pubblico si divise immediatamente fra chi lo amava e chi lo odiava. In poco tempo lo spettacolo divenne talmente popolare da dividere la città tra chi lo aveva visto e chi no.

Ma cosa aveva di così speciale “Aspettando di Godot” di Beckett?

La trama potrebbe apparire banale: racconta la giornata di due vagabondi che aspettano un certo Godot che non arriva mai.
“L'Attesa” di questo Godot che non arriva mai è il vero personaggio di questo spettacolo, che si dipana in due atti molto simili, e che rappresentano una delle metafore più efficaci per rappresentare il non senso della vita

La critica inquadra “Aspettando Godot” come Teatro dell'Assurdo, corrente di moda negli ambienti più critici della società contemporanea di allora.
Oggi quel tipo di modalità culturale mostra tutti i suoi limiti ma il suo significato conserva ancora oggi una sorprendente attualità.


Beckett anche se più volte sollecitato non ha mai chiarito chi o cosa rappresentava Godot e le chiavi di lettura si sprecano.
Senza dubbio Godot è per il pubblico di allora tutto ciò che ci si aspetta e che non arriverà mai.
L'Attesa, che abbiamo detto essere la vera protagonista dell'opera, è una prigione interiore.
È un'Attesa infinita che spettacolo dopo spettacolo si rinnova senza soluzione di continuità condannando Vladimiro ed Estragone all'annichilimento perpetuo.

Il 15 e il 16 novembre Figli d'Arte Medas presenta una “parodia” di “Aspettando Godot”: Godot 2.0.
Con vesti rinnovate anche a livello recitativo Gianluca Medas propone una rilettura dello spettacolo, una Rivoluzione come risposta a questa continua sequela di finali sempre uguali.

In questa rilettura gli attori seguono il proprio istinto, il proprio cuore, e si spezzano le catene.

Con Aspettando Godot 2.0 Figli d'Arte Medas lancia un messaggio potente, il regista nella sua drammaturgia ha voluto affermare con forza che l'unica via di uscita per liberarsi della catene è quella di non accettarle.

Smettere di aspettare Godot potrebbe essere una via di fuga?
È da 54 anni che Valdimiro ed Estragone vorrebbero andarsene e non hanno il permesso di farlo.
Questa volta sarà possibile?

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